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Lui & Lei

L'eccitazione corre in chat


di Looking4QualitySex
27.11.2025    |    205    |    1 9.2
"Lei però non era ancora sazia, voleva venire di nuovo e lo mise a leccarle la figa, incitata da Isabel che le diceva come avrebbe usato la sua bocca per godere quando si fossero viste: immaginare..."
A Torino era una di quelle serate nelle quali l’aria di neve scendeva dalle montagne portando quel freddo che gela in profondità e che fa anelare solo un camino acceso, un bicchiere di vino e tante coccole.
Isabel e Mike erano a casa, la cena già consumata e le faccende espletate, all’improvviso un pensiero, a metà tra il desiderio e la speranza: “chissà cosa staranno facendo Lei e Schiavetto quel di Roma? Chissà se vorranno accompagnarci in quel turbinio di lussuria a distanza come l’altra sera?”
Nello stesso momento anche un’altra coppia a circa 500 km di distanza aveva, pur con un clima più mite, più o meno gli stessi pensieri: Lei aveva il telefono in mano e rileggeva la chat nella quale si era scambiata con Isa spunti di dominazione e desideri nascosti. La lista degli oggetti era lunga e scorrere ciascuno di quegli articoli, le possibili implicazioni e le fantasie ad essi connessi, stavano lentamente sciogliendo la sua femminilità in un laghetto che le incollava i pantaloncini alla vulva, dato che come spesso accadeva in casa non indossava le mutandine, i capezzoli inturgiditi svettavano sotto la maglietta di cotone, anche il reggiseno era stato dimenticato. Schiavetto, ignaro di tutto, era nell’altra stanza a controllare le email.
Una vibrazione annunciò un messaggio in entrata, Mike che come sempre presidiava le chat, sorridendo maliziosamente alla moglie le consigliò di guardare il telefono: era Lei che, eccitata, comunicava alla sua mentore di aver iniziato a trastullarsi, che i suoi umori impregnavano i pantaloncini e che l’odore di figa che le solleticava le narici la eccitava ancora di più in un circolo vizioso. A sua volta Isa sorrise, anche lei aveva voglia, e sapere che Lei si stava gingillando, pronta a coinvolgere Schiavetto nei loro giochi perversi, cominciava a solleticare anche la sua di femminilità.
Il lato esibizionista di Lei non ebbe bisogno di scintille per prendere il sopravvento ed in men che non si dica inviò una sua foto ad Isa, con il duplice intento di eccitarsi mostrandosi e di attirare l’attenzione di Schiavetto che ignaro continuava a fare le sue cose come se niente fosse. Era un incanto, il suo fisico giovane e slanciato era incredibilmente provocante, il suo sesso era magistralmente sottolineato dai pantaloncini attillati e zuppi, che sembravano un’insegna luminosa che invitava a cogliere quella pesca succosa.
Isa, vecchia volpe, scriveva a Lei toccando quei tasti che sapeva accendere la sua corrispondente: l’eccitazione lesbica di avere giovani donne nude intorno, calde e frementi per le sue azioni e la sensazione di potere che si assapora percuotendo un corpo maschile.
Lei era inebriata, il respiro si fece affannoso ed i rumori misero Schiavetto sul chi vive, tanto che si presentò, non richiesto, nudo e sull’attenti alla sua Mistress, la quale non gradendo il comportamento insubordinato del suo schiavo (e fomentata da Isa) decise di punirlo, mettendolo con le mani dietro la schiena e nudo come un verme nell’angolo opposto a lei (ed alla sua celestiale vagina), a scoparsi da solo con il cazzo tra le gambe.
Schiavetto cominciò a guaire come una cagnetta in calore esattamente nel momento in cui Lei sfilò i pantaloncini zuppi e glieli legò sotto il naso: l’odore di Lei nell’indumento era fortissimo e se quello non fosse stato sufficiente a scatenare l’eccitazione volutamente frustrata dello schiavo, il rumore bagnato del suo trastullarsi e gli effluvi di eccitazione che fuoriuscivano dalla sua patatina facevano il resto.
Lei si trovò a fantasticare su cosa stessero facendo Isa e Mike a Torino, mentre questi, eccitati dalla situazione sulla quale Lei li teneva costantemente aggiornati, si erano trasferiti in mansarda dove Mike, da brava cagnetta obbediente, aveva preso posto tra le cosce di Isa e con lenti movimenti ad otto aveva cominciato ad assaporare la sua patatina già umidiccia. La leccava con esperienza e golosità, utilizzando tutte le tecniche sperimentate negli anni per far godere meglio la sua Padrona, quando cominciò a succhiarle il clitoride con le labbra, gingillandolo con la lingua, Isa si trovò ad immaginare di avere Lei tra le cosce e la fantasia ed il movimento febbrile di Mike le scatenarono un orgasmo intenso che le scosse il corpo e la fece urlare di piacere.
Lei nel frattempo non era rimasta indietro ed aveva ordinato a Schiavetto di leccarla come stava facendo Mike con Isa, immaginare Isa alle prese con Mike tra le cosce, complice una foto ricevuta nel frattempo, fece arrivare anche Lei all’apice; Schiavetto, informato di quello che si stava consumando in quel parallelo Torino Roma, per poco non venne senza toccarsi.
Schiavetto ottenne come ringraziamento per l’orgasmo regalato alla sua Mistress, di poter tenere il telefono ed aggiornare Isa, mentre Lei lo aveva sdraiato sul letto, posizionato a 69 e cominciato a giocare col suo cazzo durissimo, con ovviamente l’ordine di non venire.
Da Torino, Isa raccontava a Schiavetto come Mike la stesse prendendo a pecora e la sensazione di sentire il cazzo entrare centimetro per centimetro nella sua figa fradicia e gonfia; Schiavetto era in una posizione difficile: da un lato la sua Mistress che lo stuzzicava e dall’altro un’altra Padrona che gli raccontava del suo amplesso, difficile davvero mantenere il controllo.
Isa, felice della tortura coordinata inflitta a Schiavetto, godeva sotto i colpi di Mike che la pompava ritmicamente, il loro orgasmo giunse quasi insieme, Mike esplose nel suo utero mentre Isa gridava.
Lei, più o meno quando Isa stava per venire, era salita sul cazzo di Schiavetto e lo cavalcava con un ritmo incessante. Schiavetto cercava quanto più possibile di tenersi, ma il livello di eccitazione complessivo ed Isa che mostrava la sua intimità violata e farcita ebbero presto il sopravvento, chiese alla Mistress il permesso di sfilarsi e le venne copiosamente sul seno.
Lei però non era ancora sazia, voleva venire di nuovo e lo mise a leccarle la figa, incitata da Isabel che le diceva come avrebbe usato la sua bocca per godere quando si fossero viste: immaginare la mano della sua mentore spingerle la testa fra le cosce e lo sguardo di intesa lasciva di una donna in preda alle convulsioni del piacere diedero il colpo di grazia a Lei, che presto capitolò alla lingua di Schiavetto.
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